In questa sezione abbiamo elencato i nostri prodotti divisi per categorie. Cliccando sui nomi delle
categorie visualizzerete l'elenco dei prodotti appartenenti alla tipologia scelta.
Premesso che un sistema RfID si compone schematicamente di un rilevatore, un'antenna e un transponder
e che ogni rilevatore può sia leggere che scrivere informazioni in un transponder, nell' ambito dell'
RfID la classificazione dei prodotti si basa principalmente sulla frequenza di lavoro.
La tecnologia a bassa frequenza (LF) è stata la prima a trovare diffusione negli anni '80 e '90. Attualmente risente un po' delle limitazioni legate alla lentezza con cui vengono scambiati i dati tra rilevatore e transponder e anche a causa di ciò viene normalmente utilizzata in ambiti in cui non più di un transponder alla volta entra nel raggio di rilevazione dell'antenna. Per la maggior parte delle applicazioni si sta procedendo alla sua sostituzione con la tecnologia HF, mentre rimane largamente utilizzata, per questioni di standard internazionali, nell'identificazione di animali vivi. E' parecchio sensibile alle interferenze radio, ma poco sensibile alla presenza di masse metalliche. Consente distanze massime di rilevazione nell'ordine dei 2m.
E' attualmente la tecnologia più diffusa ed affidabile e quella col miglior rapporto prezzo/prestazioni. E' comunemente in grado di gestire l'identificazione di più transponder presenti contemporaneamente nel raggio di rilevazione dell'antenna. Le applicazioni possibili variano dall'identificazione personale o veicolare, alla tracciatura della produzione industriale, alla gestione della logistica. Risente poco delle interferenze elettromagnetiche ma un po' più pesantemente della presenza di masse metalliche. Consente distanze massime di rilevazione nell'ordine di 1m.
E' stata negli anni passati ed è tuttora ampiamente utilizzata per la realizzazione di transponder attivi (dotati di batteria) che consento la rilevazione (soprattutto veicolare) a lunghe distanze (tranquillamente sino a 10m) e a velocità di spostamento elevate (otre i 100km/h). Da qualche tempo è iniziato il suo utilizzo anche per transponder passivi: le sperimentazioni sono molteplici e la tecnologia è in fase di maturazione. A fronte di un potenziale aumento delle distanze massime di rilevazione e di un abbassamento del costo unitario dei transponder, si ha di contro un certa indeterminatezza, o instabilità, in quelle che sono le risposte del sistema al variare dei parametri applicativi (presenza di umidità, tipologia del materiale su cui viene applicato il transponder, presenza di elementi metallici che possano riflettere o condurre il segnale). Di recente sono state superate le problematiche relative alle diverse normative che penalizzavano alcuni paesi (tra cui l’Italia) rispetto ad altri.
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